Vendola: non mollo
Emiliano: mi candido
solo se lo chiede Niki
BARI – Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Sl) dice no al Pd, nazionale e pugliese, e annuncia che non intende fare passi indietro: «Mi candido – afferma – e vado avanti». Poi a chi gli chiedeva se ha intenzione di chiedere a Michele Emiliano di candidarsi per il centrosinistra, risponde: «Non gli farei mai un torto simile, non lo farei nè a Michele Emiliano nè alla città di Bari».
Il commento è alle dichiarazioni fatte oggi dal sindaco di Bari e presidente dell’assemblea regionale del Pd, Michele Emiliano, a proposito della candidatura del centrosinistra alle prossime regionali.
Stamani Vendola ha registrato nella sede della sua «Fabbrica», in via De Rossi, a Bari, una video-lettera di risposta al segretario regionale del Pd, partito che dopo avergli dato via libera qualche settimana fa alla corsa per la presidenza della Regione Puglia targata 2010, ha cambiato rotta. E ieri, con il suo segretario regionale, Sergio Blasi, ha rivolto al governatore Vendola, attraverso una lettera ai democratici di Puglia un duplice invito: quello di rinunciare all’autocandidatura, annunciata nelle scorse settimane, e di ricercare insieme il candidato che possa consentire l'allargamento dell’alleanza del centrosinistra a Udc e Idv in modo da poter «impedire che a marzo la destra torni a guidare la Regione».
L'appello a Vendola da parte di Blasi è stato fatto mentre nelle stesse ore in cui partiti e formazioni della sinistra rinnovavano al governatore il loro appoggio incondizionato. «Rischia di diventare – afferma oggi Vendola – una specie di reiterazione monotona e stucchevole di un repertorio musicale che abbiamo ascoltato sin troppe volte». «E' un repertorio - dice Vendola – fondato su argomenti opachi, non comprensibili non solo al popolo ma a molti protagonisti della vita politica e quindi non si può che rimandare al mittente una lettera che fra l'altro non è rivolta a me ma mi assume come un involontario capro espiatorio».
VENDOLA: NO A PRIMARIE? AUTOMATICA MIA CANDIDATURA
Il Pd «si assuma fino in fondo la responsabilità di sapere che senza primarie Vendola è candidato automaticamente, candidato di un popolo largo che è di centrosinistra e che sta anche fuori dal centrosinistra».
«Il Pd – rende noto Vendola – da tutta Italia mi sta chiedendo di resistere. Ci sono mobilitazioni che attraversano tutta la penisola e che dicono di un affetto e di una stima che non può non pesare nel dibattito politico». «Ho generosamente messo a disposizione la mia riconferma sul sentiero positivo delle primarie. Trovo francamente incredibile - continua Vendola – che il teorico più appassionato delle primarie, cioè il Partito Democratico e dentro al Pd il più visceralmente legato al tema delle primarie come il segretario regionale Sergio Blasi, oggi cancellino con un colpo di spugna il tema delle primarie». Quindi si assumono fino in fondo la responsabilità di sapere che «senza primarie Vendola è candidato automaticamente».
«E Vendola – afferma il presidente della Regione Puglia – è candidato nel nome della buona politica, contro la cattiva politica». «In questi giorni dal Nord e dalle Isole, dal Sud e dal centro Italia la piazza del Pd, dell’Italia dei Valori, del centrosinistra, delle giovani generazioni mi ha detto unanimemente per ore, abbracciandomi, assediandomi con un affetto straordinario, "non mollare"». «Ecco, io non mollerò», conclude Vendola.
VENDOLA: NON SARO' IO RESPONSABILE SCONFITTA
«Io responsabile di una eventuale sconfitta del centrosinistra in Puglia? È un giochino che non riuscirà». Così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha risposto sulla eventualità, ipotizzata in queste ore anche dai vertici nazionali e regionali del Pd, di una sconfitta del centrosinistra alle prossime regionali in Puglia a causa della sua autocandidatura, considerata la necessità, posta dal veto fatto sul nome del governatore da Udc e Idv, di allargare la coalizione ai partiti di Casini e di Di Pietro.
«E' evidente di fronte agli occhi di tutta la Puglia – dice Vendola oggi – quale sia la manovra e chi rischia di produrre una sconfitta senza precedenti». «Nel cuore dei pugliesi sarebbe scritto a caratteri cubitali il nome e il cognome di chi porterebbe quella responsabilità. E - conclude Vendola – non è il mio nome e non è il mio cognome».
EMILIANO: CONDIVIDO LA LETTERA DI BLASI. VENDOLA PUO' SCEGLIERE IL SUO SUCCESSORE
«Non mi sto occupando di costruire alleanze e di candidati. Condivido la lettera che ha scritto il segretario regionale del Pd Sergio Blasi, credo che la condivida tutto il Pd». Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente regionale del Pd pugliese, Michele Emiliano, a proposito della situazione politica in Puglia e del «no» video-registrato oggi dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, alle richieste fatte ieri – attraverso una lettera ai Democratici Pugliesi scritta da Blasi – dal Pd a Vendola di rinunciare all’autoricandidatura alle regionali del 2010 e ricercare insieme il candidato che possa consentire l'allargamento del centrosinistra a Udc e Idv (i due partiti hanno posto il veto sul nome di Vendola per le prossime regionali).
«Siamo tutti nelle mani di Vendola» - ha sottolineato Emiliano in una intervista radiofonica «credo che Vendola potrebbe dare una mano grandissima alla Puglia a sbloccare questa situazione che sta facendo un po' ridere tutta l’Italia. Vendola può scegliere il suo successore»
Emiliano, sul cui nome ci sarebbe l’assenso di Pd, Udc e Idv, ha assicurato anche oggi la sua «totale indisponibilità» a candidarsi. «Ribadisco: io – ha detto Emiliano – non sono disponibile a candidarmi alla Regione Puglia», però se a chiedergli di candidarsi fosse lo stesso Vendola «sarebbe una cosa molto diversa».
«Ho l’impressione – dice Emiliano riferendosi a Vendola - che a dire 'dopo di me il tracollo', 'dopo di me la tragedia' ci siano rimasti solo Vendola e Berlusconi». Si sente di dire qualcosa oggi a Vendola?, gli è stato chiesto. «Non spetta a me – ha risposto Emiliano – parlare a Vendola». Però sottolinea: «Cerco di essere chiaro: io ho fatto un congresso regionale per tentare di ricandidare Vendola, questo congresso io l’ho perso. Ho messo a rischio per ricandidare Vendola la mia carriera politica, rompendo legami molto forti con il Pd, adesso non capisco cosa Vendola vada cercando da me. Lo dico con chiarezza e anche con un po' di irritazione».
E sempre oggi è stato reso pubblico il resoconto di un fuori onda di Emiliano registrato lo scorso 21 ottobre in una intervista sul teatro Petruzzelli. «Non mi azzoppate il mio candidato per la Regione, Nichi Vendola», disse Emiliano in quella occasione. E' il giorno – il 21 ottobre – in cui i giornali pubblicano i risultati di un sondaggio sui presidenti di Regione e il gradimento di Vendola agli elettori pugliesi è dato in calo: Emiliano definisce nel fuorionda il governatore pugliese «uno sventurato», e sottolinea che quel dato si riferisce a maggio 2009, quindi a un’epoca precedente agli scandali della sanità: «Se lo facessero oggi, il sondaggio, sarebbe peggiore», commenta nel fuorionda. «Mi riferivo – spiega oggi Emiliano – a sondaggi di quel momento ed erano brutti. Li conoscevo perchè in quel momento ero il segretario regionale del partito».
E oggi come sono i sondaggi?, gli viene chiesto. «I sondaggi di oggi – risponde Emiliano - non li conosco». Sempre nel fuorionda Emiliano, il 21 ottobre, tra l’altro, assicurava: «Non c'è un altro candidato al di fuori di Vendola». E sulla possibilità che sia egli stesso il candidato, in quella occasione negò decisamente: «Io candidato? Non esiste proprio: l’ho promesso a san Nicola – dice ancora nel fuorionda – che sarei rimasto a fare il sindaco di Bari, è chiusa la questione».
mercoledì 9 dicembre 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento